Mar
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Lettera al Presidente.

Dopo la firma al decreto salva-liste, credo che sia davvero giunto il momento di fare qualcosa. Nel mio piccolo, mi sono limitato a mandare una mail alla presidenza della repubblica. Sarà un gesto probabilmente inutile, ma meglio di niente.
Ho mandato la seguente missiva:

Nella notte fra il 5 ed il 6 Marzo 2010, il Presidente della Repubblica ha firmato un DL (cd: decreto salva-liste) che dà l’ennesima spallata alla legalità in Italia. Ci tengo a far sapere che con questa azione Giorgio Napolitano a mio parere non ha agito per il bene dell’Italia.
Volente o nolente, il Presidente sta collaborando con una classe politica che non ha a cuore il nostro paese, ma solo guadagni economici e interesse personale. Tale classe politica sta abbattendo l’Italia.
Credo quindi che il Presidente della Repubblica non dovrebbe agire come ha fatto, ma dovrebbe IN OGNI MODO POSSIBILE mettere “i bastoni fra le ruote” a tale classe politica.
Spero che il Presidente comprenda il mio punto di vista, che credo sia condiviso da sempre più italiani preoccupati per il futuro del paese che AMANO e che, in questi periodi così difficili, sembra sempre più sull’orlo del precipizio.

Vincenzo Franciosa

Se la mandassimo in tanti, forse potrebbe avere un impatto maggiore.
Invito dunque chi si ritrova nelle mie parole ad inviare a sua volta questa mail alla presidenza della republlica.
Potete scrivere al Presidente da questo link:

https://servizi.quirinale.it/webmail/

Spero possa partire da questa semplice mail qualcosa di utile per il nostro paese.

Dic
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Letterina a Babbo…

Caro Babbo Natale,

A differenza del solito, quest’anno non vorrei i soliti doni materiali.

Rinnego la Ferrari che ti ho chiesto l’anno scorso, e che (saggiamente) hai evitato di farmi avere.

Quest’anno vorrei qualcosa in più (o in meno, dipende dai punti di vista).

Quest’anno per la prima volta – magari anche a causa della laurea appena raggiunta, che mi ha messo di fronte a problemi più urgenti – vorrei riscontri un po’ più pratici, piuttosto che futilità materiali, come un bel computer, un cellulare di nuova generazione e simili.

Inizio con l’elenco dei doni (im)probablimente appettibili.

Vorrei una classe politica che non si occupasse esclusivamente di tenere lontano dalle responsabilità delle sue azioni il suo rappresentante di punta, ma che iniziasse a preoccuparsi di quei giovani che, lontani dalla capitale, fanno fatica ad accedere ad un sistema sempre più egocentrico, legato a pochi poteri forti. Troppo facile dedicarsi al più forte, mettendo da parte il pensiero di ciò che è giusto: se costoro ripensassero, almeno per un minuto, a quel che stanno facendo, dubito che riuscirebbero a guardarsi ancora allo specchio.

Vorrei una magistratura che dimostri che le “fantasie” (o meglio, le “minchiate”) di qualche pentito, non sono poi tanto minchiate.

Principalmente, poi, vorrei dei mezzi di informazione che non aiutino l’italiano medio a dimenticare, com’è sua abitudine, ma che piuttosto lo aiutassero a ricordare quello che è successo in questi ultimi 15 anni di storia d’Italia.

Vorrei, inoltre, che quelli che – fuori dalla medietas del paese – non si sentissero in obbligo di abbandonare la trincea, emigrando verso paesi anglosassoni, data la loro inequivocabile (e comprensibile) rassegnazione di fronte all’evidenza di uno stato che ha smesso di rappresentare il proprio popolo.

Vorrei uno stato del Vaticano che condannasse aspramente tutto questo, e che non si rassegnasse (a sua volta) alla deviata verità massmediatica che ogni giorno siamo costretti ad ascoltare. Ho l’impressione che io – molto più dei cardinali che rappresentano Dio da queste parti – mi renda conto che quello che abbiamo di fronte è difficilmente il volere di un Dio giusto, ma di uomini (pochi) che hanno smarrito la strada.

Vorrei cancellassi quel sorriso sornione dalla faccia di Licio Gelli, che lontano dai riflettori, si compiace di quello che ha creato, senza chiedersi se, forse, le sue valutazioni non fossero almeno lontanamente errate.

Vorrei mi aiutassi a ritrovare la fiducia in quello che rimane, quel poco di genuino che ognuno di noi, ogni giorno, può incontrare con il proprio sguardo. Aiutami a tornare a credere che non sia troppo poco, ma che sia abbastanza per andare avanti con i nostri ideali.

O forse, mi sto solo fasciando la testa troppo presto, e allora ti prego:

tieni in considerazione la Ferrari che ti ho chiesto l’anno scorso.

Cheers…

Mag
3

My beloved country.

An history graduate remembers me some ancient word by Dante Alighieri

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
(Dante Alighieri, Divina commedia, Purgatorio VI, 75-78)

Obliviously, Dante was able to see the future.
The Italian future, at least.
He saw the actual political system; more closely he saw an eminent professor says “tesoretto was vanished”. Or he tought to someone that will say “we’ll have to revision the history books because these give too much importance at the resistence in the II world war”.
Dante was an illuminated intellectual, it’s on record.
And so, I ask to myself if he knew that will happen even that:

In the end I ask to myself what Dante tought about it too.
Cheers.

Apr
1

Libera repubblica di Terronia.

Dato che c’è poco da dire. Su come mai sia scomparsa la sinistra radicale dai pensieri di quei operai che hanno bisogno di realtà politiche in cui credere.

E dato che Casini ha preso il 5.5% e quindi può sfoggiare 3 senatori.

Dato che ora l’idea sarà di sparare contro un magrebino e poi chiedergli “scusa…non ho capito cosa hai detto…”

Dati questi presupposti, non ho proprio niente da dire.

Credo che mi metterò a fumare…

Cheers.

Anzi no.

Strozzatevi con i soldi che risparmierete (?) non pagando l’ICI.