Lug
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Estati.

Il problema dell’estate è che la produttività di ognuno di noi, nei mesi di Luglio e Agosto, è ridotta ai minimi termini.
Vabbè…questo non sarebbe poi un problema nel momento un cui uno stipendio degno di questo nome e vicissitudini personali non ti costringessero a lavorare come uno schiavo in questi periodi: pigli, te ne vai in vacanza ed il gioco è fatto:
Sole, cuore, amore.
Mare, spiaggia, tintarella.
Io invece, devo fare i conti con una tesi, una madre che al primo giorno di vacanza estiva ha deciso di fare le pulizie di Pasqua (ora, se si chiamano pulizie di pasqua, ci sarà pure un motivo; tipo…vanno fatte a Pasqua), e sfighe assortite che mi vietano un sano e doveroso relax.
Quindi, scrivo queste righe in una fugace pausa fra un paragrafo della tesi e l’altro, sublimando la mia esigenza di cazzeggio scrivendo queste parole sconclusionate, che mi estraneano, almeno per cinque minuti, dalla scrittura accademica.
Poi torno a scrivere citazioni, note a piè pagina e riflessioni fenomenologiche assolutamente coerenti con il metodo strutturale.

Cheers.

Lug
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Last day (of work).

La cosa strana è che Lunedì è l’ultimo giorno di lavoro.

Sapete tutte quelle storie sul “lunedì mattina momento peggiore della settimana”, ecc…

Ecco: sto testando empiricamente (dunque non speculo, nota per ignari relatori) l’esperienza di sovrapporre lo skazzo da primo giorno della settimana con il sollievo dell’ultimo giorno di lavoro.

Per ora, il sollievo vince di brutto.

Ma ci sono piccoli particolari da aggiungere.

Per esempio, il fatto che oggi si prospetta una condizione tale per cui la produttività del mio corpicino è affidata in toto alle mie natiche, pronte a svolgere l’impervio compito di “scaldare una sedia” neppure troppo comoda.

Domani, questa sedia la scalderà un’altro.

E se è vero (anche qui, luoghi comuni) che il lavoro più infame è quello che ti costringe a non far nulla, mi si prospetta una giornata di merda.

La fortuna è però quella di avere a disposizione:

  1. Account di Facebook libero dai limiti di rete aziendali, dal quale spiare le foto di persone che –sulla carta- sono amici, e di cui in realtà non ricordo neppure i volti.(la foto mi servono proprio per rispondere alla domanda “ma perché ho accettato l’amicizia di sto tizio?”).
  2. iPhone munito di programmeria assortita, ed in particolare: Twitterrific, Toki Tori, Towerbloxx Deluxe.
  3. Bibliografia per la tesi nell’angolo destro della scrivania, un insieme di circa 15 libri da circa 250 pagine cadauno, dei quali ho letto, forse, 5 pagine di ognuno.
  4. Spirito di iniziativa volto all’invenzione di attività futili e stupide da svolgere durante queste ultime, laconiche 8 ore.

Stasera magari vi illustro com’è andata…

Lug
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In Between

Miseramente abbandonato allo schermo di un pc, guardo il sole fuori dalla finestra che separa l’afa dall’aria climatizzata.

Che. Ci. Faccio.

Io.

Qui?

Domanda legittima: tropo libero per aver qualcosa da fare, troppo prigioniero per fare quello che vorrei.

Navigo, dunque, in un limbo fatto di routine e turni precostituiti. E neanche troppo metaforicamente: in questi momenti, scopri che Google riesce ad esserti davvero amico. Il problema: qualcun’altro ha deciso come funziona la mia vita.

Questo non mi piace: non mi piace quello che è stato deciso per me, non mi piace l’idea costruita di me. Voglio stare altrove, perché sono altro.

Ma la fortuna, oggi, sorride: tutto questo, fra poco, finisce.

Poi c’è la libertà.

La libertà di scegliersi la propria vita, i propri impegni.

I progetti in cui credere.

Questa è l’Italia del 2009.

Io guardo il sole, fuori.

E penso che il sole c’è ovunque.

Ovunque, ma fuori di qui.

Lug
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Molte voci.

Diciamo la verità, guys…

’sto template fa schifo, ed in più non ho concluso il mio lavorò, è rimasto tutto a metà.

Ma credo che lascerò tutto così: oggi si riparte con lo studio, e soprattutto, mi piace l’idea di qualcosa che , anche graficamente, sia “work in progress”.

Come le parole di questo spazio.

Mavaapijarrtencu….ma a vhi la vuoi dare a bere?

-E’ che non c’hai voglia di finire.

-No. E’ che ho impegni più urgenti.

-Si…certo…come tutte le altre volte.

-Quali volte?

-Lo sai…

-No che non lo so-, sguardo irritato. Che cazzo vorrà mai questo tizio?

Lo stronzo prende, mi guarda.

E se ne va.

Tutto ciò per un template.

Ma chi cazzo è, soprattutto, sto tizio?

Ma non è questo, che voglio dirvi oggi.

O meglio, voglio prorpio dirvi questo: ragazzi, inzio a sentiure le voci.

Oggi è diverso. Già…

O è come tutte le altre volte?

Cheers.

Lug
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Intermezzo: minor swings.

A parte il tempo passato a compilare codice.

O combattendo con l’idea di dover tornare, prima o poi, a studiare.

Mi chiedo perchè la musica -le settime, le scale cromatiche e i cromatismi blues- di notte abbiano qualcosa in più.

Per esempio: sto ascoltando proprio ora “minor swing”, Django Reinhardt.

Ditemi se una volta calato il sole, il buio della notte e qualche rumore di auto lontana.

Un goccio di whisky, se volete.

Beh…ditemi se non è tutto più bello.

Tutto di colpo.

Cheers.