Il problema dell’estate è che la produttività di ognuno di noi, nei mesi di Luglio e Agosto, è ridotta ai minimi termini.
Vabbè…questo non sarebbe poi un problema nel momento un cui uno stipendio degno di questo nome e vicissitudini personali non ti costringessero a lavorare come uno schiavo in questi periodi: pigli, te ne vai in vacanza ed il gioco è fatto:
Sole, cuore, amore.
Mare, spiaggia, tintarella.
Io invece, devo fare i conti con una tesi, una madre che al primo giorno di vacanza estiva ha deciso di fare le pulizie di Pasqua (ora, se si chiamano pulizie di pasqua, ci sarà pure un motivo; tipo…vanno fatte a Pasqua), e sfighe assortite che mi vietano un sano e doveroso relax.
Quindi, scrivo queste righe in una fugace pausa fra un paragrafo della tesi e l’altro, sublimando la mia esigenza di cazzeggio scrivendo queste parole sconclusionate, che mi estraneano, almeno per cinque minuti, dalla scrittura accademica.
Poi torno a scrivere citazioni, note a piè pagina e riflessioni fenomenologiche assolutamente coerenti con il metodo strutturale.
Cheers.

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