Ago
2

Weathermarks va in vacanza.

Ebbene si.
Le ferie sembrerebbero raggiungere anche questi lidi.
Che ci volete fare…prima o poi il mare viene a bussare alla porta, chiedendoti di fare il bagno.
E tu cosa puoi fare?
Ti sottrai?
Direi di no…
Soprattutto dopo un anno altalenante: esilarante a volte, delirante spesso.
Tragicomico al più.
Insomma…a tutti i miei lettori, buone vacanze!
Ma state sintonizzati: non escludo che qui, di tanto in tanto, arrivino “upgrade” sulla situazione.
Sul senso della vita, del mondo.
E di tutte le cose.
Sapete meglio di me che la risposta è 42.
Allora, andiamo per spiagge a cercare la domanda giusta.
Sarà futile, ma magari funziona!

BUONE VACANZE!!!

Feb
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Uomini

Uomini

Feb
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Paesaggi di Venezia

Venezia

Un giro a Venezia. Qualche scato, ed un freddo polare. Ma a vedere questo paesaggio, non si direbbe.
Almeno del freddo…

Mag
1

Step 5: Arrivi e partenze.

(per questioni di coerenza scrivo questo articolo in italiano. Essendo l’ultimo di una serie, mi sembra stupido cambiare lingua proprio alla fine…)

E poi si riparte.
Si arriva alla fine ed è necessario fare i bagagli, controllare un’ultima volta di aver preso tutto. Controllare di nuovo.
Poi si va in stazione, si fa il biglietto e via.
E’ bello stare nel paese dei balocchi, Pinocchio lo sapeva.
Collodi, probabilmente, lo sapeva meglio.
Ma nei paesi dei balocchi, o si prende e si riparte, o si diventa asini.
Non c’è via di mezzo.
Il treno delle 19:47, questa sera, non è solo un treno. E’ una specie di macchina spazio-temporale che riporterà tutto alla normalità.
Finalmente l’abitudine.
E chissà cosa resterà del paese dei balocchi.
Qualche bel ricordo, questo è certo.
Un po’ di amarezza, che per non diventare un asino ti sei proprio dovuto sforzare el dire “stasera non mi posso ubriacare” o “quella proprio non me la posso fare”.
Ti sembra di esserti perso qualcosa, certo.
Ma per non diventare asini, ci vuole impegno.
Questo si sa.
Allora stasera, scendendo dal treno, mi troverò vicino un pub, degli amici.
E mi metterò a raccontare cos’è successo qui.
Qui dove la gente “inasinisce”.
Ma dove io mi sono messo a dire.
No. Quella proprio non me la devo fare…
E poi ci si sbronzerà tutti insieme, che Torino non è il paese dei balocchi.
E una sbronza in più, o una in meno, tanto non fa differenza.

Apr
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Step 4. Significati ed esperienze.

C’è da chiedersi quanto -della voglia di scopare che mi caratterizza- sia effettivamente determinato da un desiderio di appagamento fisico tipico del sessuale e quanto, invece, dipenda dal bisogno d’esperienza.
Di storie.
Di quelle strane alchimie che rimangono nella nostra mente, al passare del tempo diventano ricordi, e infine quel qualcosa che rende la tua vita unica, diversa da qualsiasi altra.
Mi viene da pensare che le storie -queste storie- siano l’orgia dell’intelletto, una sessualità spiccia della quale il nostro pensiero ha bisogno, per rimanere vitale. Queste storie sono indissolubilmente legate al sesso.
Queste storie sono il sesso.
Semplicemente.
Perché fare l’amore non è “inserire il perno A nel foro B”. E’ qualcosa di più viscerale ed universale allo stesso tempo.
Fare l’amore è esperienza. E’ vivere un corpo, una vibrazione; una vibrazione creata nell’Altro proprio da te. E’ una sensazione che esplode nell’incontro con una persona -proprio quella e nessun’altra- e che ti lascia un segno.
Indissolubile.
Eppure.
Il nostro mondo monogamico ci dice che tutto ciò è sbagliato.
E’ peccato.
“Non desiderare la donna d’altri”, tuona il Signore.
Sinceramente, se devo pensare a Dio (e ci penso spesso), mi sembra difficile che possa affermare una cosa del genere.
Ma vabbè…ognuno si prende l’oppio dei popoli che si merita.
Anyway…non mi sento di dare retta alla chiesa cattolica quando si tratta di questi temi.
Sarà che ho sempre l’impressione che le parole del Signore siano state leggermente travisate.
Forse Dio cercava solo di dire che alla fine arriva un momento in cui ci si deve fermare. Deve arrivare per forza. Perché in caso contrario, prima o poi, si verrà travolti.
E si finisce come Ulisse.
Ulisse e Dante. Uno alla ricerca della fine del mondo.
L’altro ad ascoltare.
Se dovessi scegliere, ovviamente, preferirei essere Ulisse.
Ma le colonne d’Ercole sono lontane, ed in fondo non so se le voglio vedere.
Alla fine, credo di essere uno di quelli che dopo aver passato decenni a vagare per il Mediterraneo, tornerebbe ad Itaca, si siederebbe sul cesso.
Farebbe una bella cagata.
Scoperebbe Penelope.
E poi, fumando una sigaretta, penserebbe

Finalmente…
Casa.

Cheers.