Archive for Gennaio, 2008

Gen
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Il contraccettivo post-moderno.

Parliamo di contraccezione.
Davvero, senza scherzi.
Perchè stamattina, quando mi sono messo a leggere qualche notiziola in giro, il tema mi si è presentatto davanti in tutta la sua gravità.
Leggevo:

“Molti uomini ricorrono alla vasectomia per non incorrere in paternità indesiderate”.

-Accidenti…- mi sono detto.
Ero inquieto.Il problema è grave.
Molto grave.
“Ma noi abbiamo la soluzione”.
-Si?
“Noi ti possiamo aiutare”.
-Davvero?
“Si”.
-Evvai!!!
Carico di speme, torno a guardare il futuro con una ricostituita fiducia nel domani: sono salvo, ho scampato l’impotenza autoprodotta per un pelo…
Giunge il momento di ringraziare i miei cavalieri bianchi, i salvatori della mia dinastia.
Chi sono?
Mi documento…
I miei benefattori sono un gruppo di ricercatori australiani, che hanno presentato il loro progetto su New Scientist, autorevole magazine che si occupa di ricerca scientifica.
La loro proposta prevede un dispositivo con TELECOMANDO (si..avete capito bene…telecomando) da installare (installare???) nei vasi deferenti, e che quindi permette di bloccare il flusso di sperma in caso di necessità.
Strani formicolii al bassoventre denunciano il ricomparire di un’emozione primordiale.
La paura.
Continuo a leggere.
“Sarà un po’ come guardare la televisione e spegnerla o accenderla con un telecomando” dichiara uno dei ricercatori che ha partecipato al progetto.
Accendi. Spegni.
Accendi.
Spegni.
Chissà se posso usare il telecomando in questione per sintonizzarmi sul “Grande fratello”!
E soprattutto: dato che in camera mia rispettivamente ho 3 telecomandi (Stereo, Tv, MacBook), cosa succederà se un attimo prima dell’orgasmo premerò “OFF” sul telecomando sbagliato.
La musica si ferma (azz…ho spento lo stereo).
E via alle danze…-
E ora che cazzo faccio?

Cheers…

Gen
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Se “La casa” è in blackout.

Esce “30 giorni di buio”, voglio una motosega.

30 giorni di buioDato che sto venendo continuamente rimproverato per non aver memoria dei primi due capitoli de “La casa” (credo, in realtà, di non averli mai visti), sono costretto a giubilare per l’uscita del nuovo film di Sam Raimi che, dopo le parentesi spidermantesche pare tornare all’horror-splatter di quelli che “non è importante perchè, però ti squarto”.

Ispirato al fumetto disegnato da Steve Niles e Ben Templesmith, “30 giorni di buio” uscirà il 13 Febbraio.
In fondo il San Valentino Horror è uno di quei grandi classici a cui spiace rifiutare.
La vera domanda che il mio bisogno di truzzeria lascia pompare dentro è:

Ma la motosega? Chi impugnerà la motosega?

Su questa inquietante domanda vi lascio godere del Trailer…
Cheers!

Gen
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Ringraziamenti.

Dedico ancora due righe a quelli che mi hanno dato una mano (o hanno ceduto servizi) per realizzare questo progetto:

Walter, che ha pazientemente sopportato le mie ossessioni da “muoviti che dobbiamo finire ‘sto lavoro e io non conosco l’html!!!”

Julius, dal quale abbiamo copiato ed incollato molto. Con il suo benestare. Credo…

RankLab, di cui abbiamo utilizzato il template.

Tophost, che ospita sui suoi server questo dominio.

Wordpress Italia, motore sul quale abbiamo costruito questo blog.

Infine temi-wordpress.com, che ci ha dato dei termini di paragone.

Grazie!!!!

Gen
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Alla ricerca del tema.

E dopo dieci giorni a smanettare sull’html, confrontandosi in ordine con xml, javascript, php ed altri “draconici linguaggi” (draconici in quanto rimangono incomprensibili a chi, come me, non possiede potenzialità magiche), mi accorgo che il template che ho scelto per costruire questo blog -unica certezza nel mare dell’inconoscibile- non mi piace più.
Ora, io sono uno irrequieto, lo so…
Ma non avere neppure il tempo di addomesticare gli occhi a questi contrasti cromatici rende la mia insofferenza quasi patologica.
Anyway…
Adesso torno a fare l’internauta, raccontandomi che il bisogno di minimalismo è il vero motore della mia ricerca.
Non il semplice piacere d vagare…
Cheers.

Gen
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On this name (o riguardo al nome)

Dopo secoli, pare essere in partenza questo progetto, il progetto weathermarks, che indistintamente ho provato ad allestire su qualsiasi weblog presente sulla rete (blogger, splinder, ecc…).
Sembra che, finalmente, Wordpress sia riuscito a mediare i miei bisticci con l’html.
Dunque: pronti…via!
Partiamo dal nome.
Weathermarks.
Cosa?
Weathermarks!
Non ho capito…
WEATHERMARKS!!!
Ah…
Chiaro?
No.
In inglese, watermark significa filigrana. Il termine, utilizzato in ambito informatico, definisce alcune informazioni di riconoscimento inserite in un file per specificarne l’autore e lo status in termini di copyright.
Weather, invece, significa…
Beh…lo sapete che significa.
Weathermarks.
Montale dice “Il tempo degli eventi è diverso dal nostro”.
Io ci aggiungo “da noi piove. Quasi sempre”.
Mi sembrava suggestivo mescolare due lingue –l’italiano e l’inglese- e riportare in inglese una confusione semantica che, originariamente, non esiste.
Segnare il tempo, il tempo atmosferico; filigranare anche il flusso di ore, minuti.
Secondi.
E’ quello che facciamo con le nostre parole.
Ma qui stiamo già a parlare di filosofia.
Forse, parlando di Claim. Magari parlando di Brand.
Questo si.
Basterebbe a evitare la pioggia.