Archive for Febbraio, 2008

Feb
0

Parole.

Da buon Semiologo, parto dal presupposto che la mia filosofia è infallibile (forse per nascondere sotto strati di superbia la “screanzata giovinezza” della materia che studio).
Autoerotismo filosofico a parte, di questi tempi mi trovo a provare inquietudine.
Data la saccenza del mio pensiero, so (non credo, so!) che tale inquietudine è assolutamente motivata.
Non improvvisata. Non metafisicamente abbozzata.
No no…
C’è.
Convinta, violenta.
Mi travolge, e mi porta a pensare che qualcosa si stia rivelando come “profondamente sbagliato”.
Cerchiamo, dunque.
Spulciamo fra le pieghe del nostro vivere e vediamo che cos’è questo malessere.
Ma cosa trovo?
Parole.
Solo parole.
Io adoro le parole. Vivo di parole.
E allora?
Avevo detto che non sarei stato nuovamente qui a scrivere.
Alle 3.
E invece…
Affanculo. Maledette parole…

Feb
2

Presagi oscuri.

Come potete notare (alla vostra destra) sto cercando di inserire in un luogo sensato -almeno per questo template – il link a Technocrati.
Sembrerebbe un impresa facile.
Ma non alle 3 di notte…
Già…perchè alle 3 sono di fronte al Mac?
Lo scoprirete seguendo il destino di queste sparute icone, di qualche solitario CSS.
Di un lunatico plug-in.
Vabbè…domani parto e vado a lavorare in miniera.
Dove la copertura ADSL proprio non arriva…
Cheers.

Feb
3

Twitter o non Twitter

Da oggi mi trovate anche su Twitter…
Cos’è Twitter? Ehm…diciamo che…Da oggi mi trovate anche su Twitter…
Cos’è!!?
Si…insomma…Non ve lo dico. Lo dovere scoprire da soli.
Dite che non ho idea di che cosa sia? Ma figuratevi…

Dirigetevi a QUESTO LINK, per vedere il mio Twitter.
Dirigetevi a QUEST’ALTRO, invece, per una breve descrizione del servizio.

Ho aggiunto un link anche nella zona CONTATTI, qui a sinistra.
Ditemi cosa ne pensate di Twitter, che pare sia l’ultima tendenza degli “internauti smanettoni”. Di mio, non ho ancora capito se è una grande idea o se rasenta un voyeurismo quasi patologico. Che poi, quando mi sentirò pronto, magari ci tiro fuori una riflessione socio(pato)logica…

Feb
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Photos goes by…

C’è chi sostiene che il mondo si stia “smaterializzando”. (Farinelli, F. , Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo, Einaudi)
Beh…come dargli torto: pensate ai soldi.
I soldi, motore del mondo, ma al contempo versione “degenerata” di acquisizione di oggetti.
I soldi, dicevo, non esistono più.
Esistono carte di credito, conti correnti, interfacce con cui trasferire denaro da un posto in un altro.
Esiste Paypal.
Una fotoMa le monetine, i pezzi di carta colorati con scritto “5.000 lire” non esistono più (e non solo perché oggi ci toccano gli euri piuttosto che le care, vecchie lire).
Sul perchè stia avvenendo tutto questo, non ho intenzione di dilugarmi, e non credo sia necessario. Ma un piccolo accenno lo riporto: in un mondo dove nulla è più corporeo, ridotto a sequenze di bit o di byte, il tempo necessario a trasferire un oggetto da un posto A ad un posto B è uguale a ZERO.
Ma questa mattina non ho proprio voglia di ragionare su tecnologia, evoluzione e progresso.

Stamattina mi lascio travolgere dai sentimenti romantici e sulle note di “As time goes by”, vivo con un po’ di dispiacere la scoperta che le Polaroid non esistono più.

La Polaroid, da oggi, non produce più le famose macchine fotografiche a stampa immediata.Polaroid

Troppo retrò, in un mondo dove il digitale ha soppiantato qualsiasi tipo di Reflex.
Figurarsi una macchina come la Polaroid.
L’azienda, sull’orlo della bancarotta, produrrà a sua volta macchine digitali, unici oggetti che ad oggi -in ambito fotografico- possano assicurare guadagni ingenti, puntando sul pubblico di massa.
Beh…che dire.
Dispiace.
Quand’ero ragazzino, mi è capitata una Polaroid.
Misteriosamente, percepii subito qualche strana risonanza magica: sembrava impossibile che le foto venissero emergessero da quella scatola così.
Immediatamente.
Senza l’interdizione di quel Guru oscuro che era il fotografo, impegnato con i suoi strani liquidi in spaventose stanza dalla luce rossa.
Le immagini, piano piano comparivano sulla carta lucida, lasciando prima intravedere strane ombre, che, in alcuni minuti diventavano i sorrisi di persone conosciute.
E che ora sono prigioniere di un display digitale.
Cantiamo:

Pixel.
Su Pixel.
Il mare è una tavola blu (1024 x 768)!!!

Cheers.

Feb
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Attacco a Google

Non vi sto a riportare tutti i dati economici che riguardano l’offerta di Microsoft per acquistare Yahoo!
Quelli li trovate su qualsiasi testata giornalistica.
Mi preme di più fare qualche riflessione su cosa succederà se (ma sembra un “se” molto orientato alla certezza degli eventi) la fusione andrà a buon fine.
Gates ha provato la scalata all’ “ex”-colosso (rapinato del titolo, successivamente, da Google) più di una volta.
Credo che il progetto sia quello di utilizzare il marchio Yahoo! per rafforzare il marchio Live di Microsoft, il progetto che cerca di integrare MSN, Messenger, l’account di posta Hotmail e Spaces (per il blog hosting).
MSN si è proposto come alternativa a Google per le ricerche su Internet, ma è sempre stato “snobbato” dagli internauti.
Perchè?
Beh…si sa che il marchio Microsoft non sia il più amato della rete.
Intorno a questo Apple è riuscita a far fortuna (per quanto Gates ne sia azionista. Forse di maggioranza, ora non ricordo…), Linux sbanca (portandosi a casa le prime beta-relase degli applicativi Adobe) e Vista arranca, obbligato a rilasciare il primo Service Pack a metà Febbraio.
Il marchio Yahoo! vorrebbe rappresentare un nuovo posizionamento di Microsoft sulla rete: gli utenti non ci amano? Travestiamoci da qualcun altro!
Trasformare Microsoft Network in Yahoo! potrebbe essere un’idea vincente.
Solo che l’internauta non abboccherà.
La crociata contro Microsoft, almeno per una parte di utenti, è questione etica. Microsoft rappresenta tutto ciò che ha reso l’informatica inaccessibile, scarsamente user-friendly, legata al Copyright ecc (e questo eccetera sta per “Tutto il male del mondo”).
Non ho dati statistici alla mano, ma sono convinto che non si discosterebbero troppo da quello che dico.
Cioè:

Utente di basso livello (scarsamente consapevole)

Utente Microsoft fidato.
Per questo utente non esistono alternative al OS Windows: le altre soluzioni non sono alla sua portata e di conseguenza rimangono inaccessibili.

Utente di medio livello (orientato ad una consapevolezza di alto livello)

Su questi utenti si gioca la partita. Ed è qui, che a mio parere, Microsoft viene sconfitta: si tratta di utenti che sono orientati ad un’alta conoscenza del mondo informatico, pur non avendola ancora raggiunta. Questo utente è quello più soggetto ai “rumors”, al passaparola. Principalmente quello che da Internet è amplificato. Quello che remerà contro Microsoft, e di conseguenza contro Yahoo! a fusione avvenuta.
Questo utente è attualmente orientato a soluzioni Apple, la quale, con la recente possibilità di installare Windows sui suoi Mac rende l’utente fiducioso dei prodotti. “Se non riesco ad usare Mac OS, ritorno a Windows”, è il pensiero.

Utente di alto livello (fortemente consapevole)

Un utente che conosce a fondo il panorama informatico. Difficilmente amante di Windows perchè:
1. Linux permette di rendere evidente la sua perizia informatica.
2. E’ a conoscenza delle politiche Microsoft (ritenute dittatoriali) che hanno portato la multinazionale di Redmond al “quasi-monopolio” sul mercato informatico.

Queste sono considerazioni che riguardano sistemi operativi, non certo il funzionamento dei motori di ricerca su internet.
Eppure queste sono le considerazioni che orientano l’utente nella scelta di un marchio piuttosto che l’altro.
Il problema che io prospetto è questo: Microsoft punta ad utilizzare il marchio Yahoo! per posizionarsi sulla rete in modo da poter (finalmente) contrastare Google, cercando di approfittare di un valore aggiunto (il marchio Yahoo!, appunto) che cancelli in pessimo approccio del Brand Microsoft alla rete. Il sistema di contaminazione delle informazioni su internet, però, porterà Yahoo! ad essere identificato come “traditore”, venduto al potente (e come sempre malvagio) Bill.
Yahoo! verrà contaminato da “effetti di senso” negativi (in termini di brand) dal marchio Microsoft.
Il lifting, insomma, è destinato a venire male: Microsoft punterà a rinforzarsi utilizzando il marchio Yahoo! online. Ma il marchio Yahoo! si indebolirà perchè verrà omologato al marchio Microsoft, e di conseguenza agli stessi, demoniaci, valori.
Magari ci vorrà del tempo, ma sotto i nuovi zigomi emergeranno le vecchie rughe.
Che poi ci siano, dietro a questa fusione, tutta una serie di considerazioni economiche (legate agli inserzionisti e la pubblicità) è indiscutibile.
Che io non ne abbia tenuto conto nella mia analisi, anche.
C’è da sperare, che le considerazioni economiche compensino un discorso di Brand scarsamente meditato.
Almeno a mio parere.
Ma queste, per ora, sono solo speculazioni.
Vediamo, prima di tutto, se Yahoo! accetterà l’offerta di Microsoft.
O se deciderà di correre da solo contro il colosso Google.