Archive for Settembre, 2008

Set
0

Forse.

Questa volta è finita.
O forse no.
Forse si.
Forse.
Le cose modificano inesorabilmente i punti di vista dai quali si lasciano guardare. A volte sembra tutto luminoso, accecante.
Infiocchettato.
Altre, pensi al fatto che rimane solo merda.
Poco altro.
Qualche parola svogliata.
I rumori della strada lì, i fondo all’incrocio, dove qualcuno ritmicamente si appoggia su un clacson.
E le luci, che al perdersi dell’estate si accendono sempre più presto.
Quello che le parole, di notte, non si lasciano sfuggire, è la possibilità di rendere i propri significati più oscuri.
Quelle qui riportate, sono ben felici di dimostrare questo semplice assioma.
Forse.
Forse tutto è bello.
Forse no.
Io sono stanco di stare qui ad interpretare.
Vorrei solo che le cose -ogni tanto- fossero più semplici.
Nessuna interpretazione, solo fatti.
Giusti o sbagliati che siano.
Andare a caccia di interpretazioni è un lavoro di merda.
Ma qualcuno lo dovrà pur fare.
Rimane il fatto che più interpreto, più sento l’esigenza di dire qualcosa.
Qualunque cosa.
Senza la mediazione di quel famoso “forse”, che rende tutto più difficile.
E lascia spazio all’interpretazione.

PS: beh…se non altro il blocco sembra superato.

Cheers.

Set
1

Blocchi.

E’ ufficiale.
Ho il blocco dello scrittore.
Sono un po’ di volte che mi metto qui davanti, e provare a buttare giù qualche parola sensata.
Ma non viene quasi più nulla.
Sarà che il mio bisogno di scrivere si genera in quei momenti di oblio e disperazione mentale che regolarmente mi trovo a provare. Si, insomma…prendete un articolo a caso fra quelli presenti in queste pagine virtuali e capirete immediatamente cosa intendo.
Ma a differenza di ciò che avete appena (ri)letto, di questi tempi mi trovo abbastanza in pace con me stesso. E la mancanza di momenti “oscuri” (nel senso di “oblio”) mi porta a non aver più niente di cui (s)parlare.
Ma…
C’è anche un’altra ipotesi.
Sta nel pensiero che quaggiù, le cose, stiano diventando lentamente -ma inesorabilmente- troppo lineari.
Set di giornate passate in biblioteca a studiare.
Un birra.
Periodici incontri con giovini sbarbate 26enni: parole d’intrattenimento e via così.
Non che le due cose si escludano: anzi, inizio a credre che si tratti delle due facce di una stessa medaglia.
Linearità e pace.
Fico!
Pero…
Quando arriverà la tempesta (di nuovo), magari quello è il momento in cui scrivo il mio primo romanzo (e la pianterete di rompermi i coglioni con Paolo Giordano).
Per ora mi limito a constatare la presenza del blocco dello scrittore.
E a conviverci.

Cheers.