Archive for Dicembre, 2009

Dic
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Beers

Un birra.
Una parola con qualche amico.
Ed il tempo smette di passare lento.
Insieme ad un buon boccone.
Ed un calice che ti riscalda.

Dic
2

Letterina a Babbo…

Caro Babbo Natale,

A differenza del solito, quest’anno non vorrei i soliti doni materiali.

Rinnego la Ferrari che ti ho chiesto l’anno scorso, e che (saggiamente) hai evitato di farmi avere.

Quest’anno vorrei qualcosa in più (o in meno, dipende dai punti di vista).

Quest’anno per la prima volta – magari anche a causa della laurea appena raggiunta, che mi ha messo di fronte a problemi più urgenti – vorrei riscontri un po’ più pratici, piuttosto che futilità materiali, come un bel computer, un cellulare di nuova generazione e simili.

Inizio con l’elenco dei doni (im)probablimente appettibili.

Vorrei una classe politica che non si occupasse esclusivamente di tenere lontano dalle responsabilità delle sue azioni il suo rappresentante di punta, ma che iniziasse a preoccuparsi di quei giovani che, lontani dalla capitale, fanno fatica ad accedere ad un sistema sempre più egocentrico, legato a pochi poteri forti. Troppo facile dedicarsi al più forte, mettendo da parte il pensiero di ciò che è giusto: se costoro ripensassero, almeno per un minuto, a quel che stanno facendo, dubito che riuscirebbero a guardarsi ancora allo specchio.

Vorrei una magistratura che dimostri che le “fantasie” (o meglio, le “minchiate”) di qualche pentito, non sono poi tanto minchiate.

Principalmente, poi, vorrei dei mezzi di informazione che non aiutino l’italiano medio a dimenticare, com’è sua abitudine, ma che piuttosto lo aiutassero a ricordare quello che è successo in questi ultimi 15 anni di storia d’Italia.

Vorrei, inoltre, che quelli che – fuori dalla medietas del paese – non si sentissero in obbligo di abbandonare la trincea, emigrando verso paesi anglosassoni, data la loro inequivocabile (e comprensibile) rassegnazione di fronte all’evidenza di uno stato che ha smesso di rappresentare il proprio popolo.

Vorrei uno stato del Vaticano che condannasse aspramente tutto questo, e che non si rassegnasse (a sua volta) alla deviata verità massmediatica che ogni giorno siamo costretti ad ascoltare. Ho l’impressione che io – molto più dei cardinali che rappresentano Dio da queste parti – mi renda conto che quello che abbiamo di fronte è difficilmente il volere di un Dio giusto, ma di uomini (pochi) che hanno smarrito la strada.

Vorrei cancellassi quel sorriso sornione dalla faccia di Licio Gelli, che lontano dai riflettori, si compiace di quello che ha creato, senza chiedersi se, forse, le sue valutazioni non fossero almeno lontanamente errate.

Vorrei mi aiutassi a ritrovare la fiducia in quello che rimane, quel poco di genuino che ognuno di noi, ogni giorno, può incontrare con il proprio sguardo. Aiutami a tornare a credere che non sia troppo poco, ma che sia abbastanza per andare avanti con i nostri ideali.

O forse, mi sto solo fasciando la testa troppo presto, e allora ti prego:

tieni in considerazione la Ferrari che ti ho chiesto l’anno scorso.

Cheers…

Dic
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Just say no

Basterebbe saperlo dire.
No.
Se serve, anche in modo violento.
Fanculo.
Sti cazzi.
Roba simile.
Invece no.
La parola “no” è la più complessa di tutte.
Vorrei poterlo dire più spesso, ridendo di qualche autore hollywoodiano che sostiene che la felicità (di serie B) sia dire sempre si.
Invece, la felicità è dire no.
Vi sono piaciute queste poche righe?
No.
Ecco…non state già meglio?

Cheers