Ho un problema.
Dato che ho uno stile narrativo estremamente noir, faccio fatica a scrivere quando sono sereno.
Per buttare giù qualche riga di soddisfazione letteraria, devo essere incazzato e stanco.
Magari depresso.
Non certo tranquillo come in questi giorni.
Eppure buttare giù parole, battute disagiate e pensieri sguaiati mi manca.
Quindi, urge un buon motivo per disperarsi.
Cerco di dedicare le mie attenzioni a conclusioni del Mondo datate 2012.
Ma non ci credo.
Provo a convincermi, ma Hollywood sul tema ha investito troppi soldi; e con rammarico mi ha convinto che i Maya hanno più appeal filmico che precisione visionaria.
Fame nel mondo: è già stato detto tutto.
Politica. Non ha neanche senso disperarsi.
Insomma: qualcuno mi può indicare un buon argomento foriero di tristezza?
Cerco qualcosa di triste, ma spumeggiante, che mi permetta di buttare giù, magari, qualche battuta aguzza, di quelle del tipo “ridiamo per non piangere”.
Ecco, qualcosa così.
Ci ho provato con i treni, ma le ferrovie dello Stato, più che tristezza mi fanno sarcasmo.
Musica: mi hanno preceduto.
Meno male che c’è Carla Bruni, tra l’altro.
Non mi rimane che scrivere questo articolo, dunque, mentre continuo a vagare.
Alla ricerca di qualcosa di cui disperare.

Cheers!