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Paesaggi di Venezia

Venezia

Un giro a Venezia. Qualche scato, ed un freddo polare. Ma a vedere questo paesaggio, non si direbbe.
Almeno del freddo…

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Photos goes by…

C’è chi sostiene che il mondo si stia “smaterializzando”. (Farinelli, F. , Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo, Einaudi)
Beh…come dargli torto: pensate ai soldi.
I soldi, motore del mondo, ma al contempo versione “degenerata” di acquisizione di oggetti.
I soldi, dicevo, non esistono più.
Esistono carte di credito, conti correnti, interfacce con cui trasferire denaro da un posto in un altro.
Esiste Paypal.
Una fotoMa le monetine, i pezzi di carta colorati con scritto “5.000 lire” non esistono più (e non solo perché oggi ci toccano gli euri piuttosto che le care, vecchie lire).
Sul perchè stia avvenendo tutto questo, non ho intenzione di dilugarmi, e non credo sia necessario. Ma un piccolo accenno lo riporto: in un mondo dove nulla è più corporeo, ridotto a sequenze di bit o di byte, il tempo necessario a trasferire un oggetto da un posto A ad un posto B è uguale a ZERO.
Ma questa mattina non ho proprio voglia di ragionare su tecnologia, evoluzione e progresso.

Stamattina mi lascio travolgere dai sentimenti romantici e sulle note di “As time goes by”, vivo con un po’ di dispiacere la scoperta che le Polaroid non esistono più.

La Polaroid, da oggi, non produce più le famose macchine fotografiche a stampa immediata.Polaroid

Troppo retrò, in un mondo dove il digitale ha soppiantato qualsiasi tipo di Reflex.
Figurarsi una macchina come la Polaroid.
L’azienda, sull’orlo della bancarotta, produrrà a sua volta macchine digitali, unici oggetti che ad oggi -in ambito fotografico- possano assicurare guadagni ingenti, puntando sul pubblico di massa.
Beh…che dire.
Dispiace.
Quand’ero ragazzino, mi è capitata una Polaroid.
Misteriosamente, percepii subito qualche strana risonanza magica: sembrava impossibile che le foto venissero emergessero da quella scatola così.
Immediatamente.
Senza l’interdizione di quel Guru oscuro che era il fotografo, impegnato con i suoi strani liquidi in spaventose stanza dalla luce rossa.
Le immagini, piano piano comparivano sulla carta lucida, lasciando prima intravedere strane ombre, che, in alcuni minuti diventavano i sorrisi di persone conosciute.
E che ora sono prigioniere di un display digitale.
Cantiamo:

Pixel.
Su Pixel.
Il mare è una tavola blu (1024 x 768)!!!

Cheers.