Feb
1

Una lettera d’amore.

Oggi, girovagando per i miei hard disk, ho trovato una vecchia lettera d’amore, dedicata ad una fanciulla che in passato ho molto amato.
Per un momento, ho seriamente pensato di postarla qui: la (ri)lettura si era rivelata piacevole, e mi aveva colpito la passione con cui avevo scritto quelle righe.
Per evidenti motivi, poi, ho però deciso di lasciare i miei antichi sentimenti a marcire fra le lunghe serie di “1” e “0” dei dischi rigidi.
Mi sono comunque sentito in dovere di scrivere un piccolo appunto sulla vicenda, perché si è trattato davvero di una “lieta sorpresa” trovarsi, dopo tanto tempo, a leggere quelle frasi.
Sarà che rileggermi dopo molti anni mi emoziona sempre.
O sarà la solita situazione instabile (tanto oggi quanto al tempo di quella lettera) a toccarmi.
Ad ogni modo, sappiate che da qualche parte, nel mio Mac, è nascosta una vecchia lettera d’amore.
Se siete hacker di qualità e la cosa vi stuzzica, non sarà difficile per voi accedere in remoto al mio portatile, e concedervi due minuti di piacevole lettura.
Anche se credo che per così poco, tutto quello sbatti sarebbe davvero esagerato…

Cheers.

Set
1

Amore duepuntozzero (ovvero…dell’amore ai tempi di Facebook)

Qualcuno, di recente, mi ha fatto riflettere sull’amore ai tempi di faccialibro.

“Quiz: che personaggio dell’era glaciale sei?”

Si: qualcuno mi ha fatto presente che il voyeurismo legato a facebook rende i sentimenti del XXI secolo decisamente complessi.

“Tizio ha commentato un tuo post”.

Nell’ottica del “ti lascio ma ti amo ancora”, avere aperta la finestra di facebook puntata sulla vita del partner, non è che renda le cose facili. Cioè: come sta? Soffre senza di me? Gli mancherò? O semplicemente si sta facendo un’altra?

“Chat: Ciao Enzo! quanto tempo che non ci si sente, come stai?”

Ora, ci sono dei sani principi, nella vita degli esseri umani, che permettono la convivenza di un gruppo:

  1. Non scoparti la donna del tuo migliore amico (BroCode docet).
  2. Tratta il sesso femminile con rispetto, anche se la pensate diversamente su un fantastrilione di cose: alla fine, non è detto che sia tu quello che ha ragione.
  3. Ci sono delle persone (porca troia!) che quando è finita è finita! Cazzo non ci resti amico! Non vi andate a bere un caffè! Non uscite insieme! Non vi fate le confidenze!

Non siete amici: ci avete provato…

“Chat: Enzo??? Ci sei???”

…e non ha funzionato! Purtroppo è andata male! Chiusa! Kapputt! Sti cazzi!

Ed invece, nell’epoca della comunicazione (dove  se ci si becca per strada, manco ci si saluta…), un’epoca di bacheche, in cui l’amicizia non può essere “cancellata” (Ennò! E’ maleducazione!) le cose si complicano.

Oggi, le relazioni o si trascinano o rimangono nascoste, traviate dalla possibilità di sapere come stai (hai scritto “bella giornata” sulla tua bacheca!), cosa fai (hai postato una foto dal tuo cellulare 3g dimmerda), dove sei (il cazzo di “servizio di localizzazione” indica chiaramente, su Google Maps, che stavo cagando).

“Sempronio ha richiesto la tua amicizia”

L’amore, di questi tempi, si scopre spaesato: troppo legato alle ferite passate (da bacheche che non ci lasciano, semplicemente, andare), o troppo lontano dai sentimenti futuri (nascosti da un’amicizia che, forse, deve ancora sbocciare…checché ne dica Facebook).

Stritolato da notifiche push, e da mail informative.

Frattanto, su Facebbok compaiono i primi inserzionisti, che pagano gli spazi pubblicitari dando un valore al nostro smarrimento…

“Chat: Ciao Marta! Eccomi…”

…e non lasciando che gli amori “che strappano i capelli”, come dovrebbe essere, si lascino andare, si abbandonino al resto della loro vita.

Mentre il mondo va avanti, troppo veloce.

O forse, insieme a noi, cerca la giusta amicizia da confermare.

Cheers (se c’è ancora qualcosa a cui brindare…)!

“Chat: Enzo??? Ci sei ancora???”

Lug
0

Estati.

Il problema dell’estate è che la produttività di ognuno di noi, nei mesi di Luglio e Agosto, è ridotta ai minimi termini.
Vabbè…questo non sarebbe poi un problema nel momento un cui uno stipendio degno di questo nome e vicissitudini personali non ti costringessero a lavorare come uno schiavo in questi periodi: pigli, te ne vai in vacanza ed il gioco è fatto:
Sole, cuore, amore.
Mare, spiaggia, tintarella.
Io invece, devo fare i conti con una tesi, una madre che al primo giorno di vacanza estiva ha deciso di fare le pulizie di Pasqua (ora, se si chiamano pulizie di pasqua, ci sarà pure un motivo; tipo…vanno fatte a Pasqua), e sfighe assortite che mi vietano un sano e doveroso relax.
Quindi, scrivo queste righe in una fugace pausa fra un paragrafo della tesi e l’altro, sublimando la mia esigenza di cazzeggio scrivendo queste parole sconclusionate, che mi estraneano, almeno per cinque minuti, dalla scrittura accademica.
Poi torno a scrivere citazioni, note a piè pagina e riflessioni fenomenologiche assolutamente coerenti con il metodo strutturale.

Cheers.

Lug
0

In Between

Miseramente abbandonato allo schermo di un pc, guardo il sole fuori dalla finestra che separa l’afa dall’aria climatizzata.

Che. Ci. Faccio.

Io.

Qui?

Domanda legittima: tropo libero per aver qualcosa da fare, troppo prigioniero per fare quello che vorrei.

Navigo, dunque, in un limbo fatto di routine e turni precostituiti. E neanche troppo metaforicamente: in questi momenti, scopri che Google riesce ad esserti davvero amico. Il problema: qualcun’altro ha deciso come funziona la mia vita.

Questo non mi piace: non mi piace quello che è stato deciso per me, non mi piace l’idea costruita di me. Voglio stare altrove, perché sono altro.

Ma la fortuna, oggi, sorride: tutto questo, fra poco, finisce.

Poi c’è la libertà.

La libertà di scegliersi la propria vita, i propri impegni.

I progetti in cui credere.

Questa è l’Italia del 2009.

Io guardo il sole, fuori.

E penso che il sole c’è ovunque.

Ovunque, ma fuori di qui.

Feb
0

Altalene.

Il mio rendimento è altalenante.
La mia scrittura è altalenante.
Vivo alternando sprazzi fuggevoli di genialità (ve l’ho detto che sono anche molto modesto?) a disdicevoli momenti di skazzo.
Insomma:
Sono dotato.
Non mi applico.
Quindi.
Quindi che?
Fintantoché riesco a prendere tutti 6 in pagella.
Va bene.
Per il resto.
Ricostruiamo il Mondo.

Opera di Lervik Design

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