E’ ufficiale.
Ho il blocco dello scrittore.
Sono un po’ di volte che mi metto qui davanti, e provare a buttare giù qualche parola sensata.
Ma non viene quasi più nulla.
Sarà che il mio bisogno di scrivere si genera in quei momenti di oblio e disperazione mentale che regolarmente mi trovo a provare. Si, insomma…prendete un articolo a caso fra quelli presenti in queste pagine virtuali e capirete immediatamente cosa intendo.
Ma a differenza di ciò che avete appena (ri)letto, di questi tempi mi trovo abbastanza in pace con me stesso. E la mancanza di momenti “oscuri” (nel senso di “oblio”) mi porta a non aver più niente di cui (s)parlare.
Ma…
C’è anche un’altra ipotesi.
Sta nel pensiero che quaggiù, le cose, stiano diventando lentamente -ma inesorabilmente- troppo lineari.
Set di giornate passate in biblioteca a studiare.
Un birra.
Periodici incontri con giovini sbarbate 26enni: parole d’intrattenimento e via così.
Non che le due cose si escludano: anzi, inizio a credre che si tratti delle due facce di una stessa medaglia.
Linearità e pace.
Fico!
Pero…
Quando arriverà la tempesta (di nuovo), magari quello è il momento in cui scrivo il mio primo romanzo (e la pianterete di rompermi i coglioni con Paolo Giordano).
Per ora mi limito a constatare la presenza del blocco dello scrittore.
E a conviverci.
Cheers.

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